Agricoltura Ragionata®

Tutti i nostri vini in vendita sono prodotti seguendo la filosofia Agricoltura Ragionata®, un marchio registrato dalla nostra famiglia allo scopo di comunicare il rispetto verso la nostra terra.

Dopo anni di lavoro, pur rispettando le certificazioni ufficiali europee e italiane, abbiamo capito che la nostra terra è unica e difficilmente si potrebbe adeguare a regole generali.

Non potendo inserire la dicitura in etichetta, di seguito potete leggere un breve riassunto della nostra filosofia e quando verrete a trovarci in cantina saremo ben lieti di dimostrarvi concretamente il nostro rispetto verso la terra e il consumatore.

Agricoltura Ragionata®, è la nostra filosofia

È un metodo tramandato per generazioni dal fondatore Giuseppe Olivini, un’impostazione del lavoro che pone al centro la salvaguardia del territorio, della terra stessa e di conseguenza dei suoi prodotti.

Dal 2018 Agricoltura Ragionata®, è un marchio registrato, identifica la nostra volontà di intervenire il meno possibile con pratiche invasive: sia in campagna che in cantina, per noi viene prima la terra. Da ormai quasi vent’anni la nostra azienda aderisce alle misure agroambientali che prevedono un utilizzo mirato di fitosanitari, abbiamo anche optato per alcune accortezze volte alla perfetta conservazione del prodotto: per esempio evitiamo l’uso smodato di chimici o conservanti quando non necessari, ricorriamo invece alla tecnologia ricreando le condizioni perfette per la preservazione del vino e delle sue qualità organolettiche. Crediamo fermamente che siano lo stato di salute del suolo e della vigna che ci permettono di entrare in un circolo virtuoso con la natura, più viene rispettata più essa stessa reagisce alle difficoltà senza eccessivi interventi da parte dell’uomo.

In punta di piedi

Ecco alcuni esempi pratici di come agiamo in vigneto:

  • La lotta ad un difficile parassita come la tignoletta dell’uva per noi non è più un problema: evitiamo l’ovodeposizione tra i vigneti collocandovi, ad inizio primavera, dei feromoni che provocano quella che in gergo è conosciuta come “confusione sessuale”. I maschi della tignoletta vengono confusi con il feromone femminile in modo da bloccarne la riproduzione.

  • Lo sfalcio viene sempre eseguito con erba alta e a filari alterni; agendo in questo modo evitiamo l’insorgenza di infezioni primarie da parte della peronospora, inoltre l’erba alta funge da rifugio per tutti quegli insetti “utili” perché predatori di insetti altrimenti dannosi per la vite.

  • Pratica molto importante che attuiamo nei nostri vigneti è la coltura del sovescio, questa tecnica antica prevede l’apporto di sostanza organica al terreno nel modo più naturale possibile, cioè facendo crescere l’erba appositamente seminata all’interno del filare per poi interrarla ottenendo un duplice effetto di arricchimento del terreno e di arieggiatura delle radici riportando la vigna in equilibrio vegeto-produttivo.

  • Le concimazioni che si rendono necessarie per la produzione delle piante sono fatte solo con concime organico: soprattutto letame di origine bovina che, oltre ad apportare elementi nutritivi di cui la pianta ha bisogno, rivitalizza il profilo microbiologico del terreno.

  • In presenza di particolari eventi atmosferici (grandinate, gelate, siccità) può accadere che, nonostante le cure dedicate alla coltivazione, le piante vadano in stress: in questi casi interveniamo con prodotti derivati dalle alghe, questi rivitalizzano le vigne evitando l’intervento con concimi chimici.

  • Tutti questi accorgimenti e tanti altri ancora ci permettono di conservare viva e in piena forma la nostra terra, che risulta sempre più popolata da insetti, lombrichi, lumache, e da tutti quegli esseri viventi che contribuiscono ad aumentare la biodiversità dell’ecosistema vigneto.

"Il buon viticoltore dovrebbe entrare fra le vigne in punta di piedi, disturbando il meno possibile tutto quello che la natura da sola riesce a donarci."

AGIRE CON GARBO

Con Agricoltura Ragionata® non intendiamo solamente le accortezze che dedichiamo alla campagna, ma anche tutti quei procedimenti del ciclo produttivo in cantina che ci portano al nostro prodotto finale:

  • Già all’inizio della vinificazione abbiamo previsto una cella frigorifera di 100 mq: questa ci permette di stivare l’uva appena raccolta a una temperatura di 25-28 °C, di raffreddarla in attesa di pressarla per evitare fermentazioni spontanee derivanti dalla rottura degli acini e quindi di raggiungere la tremoggia con l’uva ad una temperatura consona al procedimento.

  • Abbiamo previsto uno scambiatore tubo in tubo, tra la diraspatrice e la pressa, in modo da gestire la temperatura in modo ancor più peculiare, anche perché il 20% del nostro prodotto viene poi lavorato per criomacerazione, operazione che ci permette un’ottima estrazione delle proprietà olfattive e gustative della varietà in questione.

  • I nostri vasi vinari, atti all’affinamento del prodotto, prevedono dispositivi come il sistema di raffreddamento, che ci consente una miglior conservazione del prodotto e delle sue proprietà.

  • Abbiamo poi la presenza su ogni botte d’acciaio di un sistema ad azoto che ci permette di insufflarlo all’interno della botte, eliminando l’aria, per evitare l’ossidazione del prodotto o peggio la formazione di muffe.

  • Un’altra accortezza che ci contraddistingue è quella di assecondare la naturale conservazione del prodotto: decidiamo di mantenenerlo all’interno delle botti in acciaio in presenza di lieviti e fecce che fungono da conservanti naturali, procediamo poi a rimescolamenti della massa in maniera che tutto il prodotto ne tragga beneficio.

  • Solo pochi giorni prima dell’imbottigliamento procediamo con la filtrazione e chiarifica del prodotto, questo ci permette di lavorare con livelli molto bassi di solfiti, che nel nostro caso sono inferiori ai limiti consentiti dalla certificazione biologica.

Per concludere, con Agricoltura Ragionata® intendiamo esprimere il concetto che l’agricoltura è già di per sè una delle attività umane più vicine alla natura, l’uomo prima di intervenire con qualsiasi azione di interferenza deve compiere dei profondi ragionamenti in modo da interferire il meno possibile e trarre beneficio dalla propria coltivazione, assicurando quindi la coesistenza con l’ecosistema vigneto di cui esso stesso entra a far parte.

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